L’esperienza PMA

Ho dovuto convivere con l’idea di una maternità mancata per la metà della mia vita, la prima volta che mi hanno detto che non avrei avuto figli credo di aver avuto quattordici anni. Solo che a quell’età non ci pensi a quello che vuol dire. Te ne accorgi solo quando la vita comincia a sembrarti vuota e l’unica cosa che vorresti, un figlio, è anche l’unica che nonostante la forza di volontà non potrai mai avere.

Il mio problema si chiama PCOS , sindrome dell’ovaio policistico, disordine endocrino grazie al quale mi sono guadagnata una bella diagnosi di infertilità dovuta ad anaovulazione cronica. In pratica il mio corpo non è in grado di produrre ovuli autonomamente perciò non ce n’è, stando alla biologia io non potrò essere madre.

Faccio i conti con questa realtà da quando per la prima volta mi sono seduta davanti ad un dottore e ho implorato per un bambino come nessuna donna dovrebbe mai fare. Da allora sono passati anni, cinque. Nel mezzo ci sono stati medici con parcelle da 200€ a visita, medici incapaci, medici che hanno alzato le braccia e scrollato il capo, medici che ci hanno provato pur sapendo di non riuscire .

E’ stato inevitabile che tutto questo entrasse prima o poi in questo blog. Non ho potuto fare a meno di mettere anche questa esperienza in questo contenitore, soprattutto quella al PMA dei Riuniti di Bergamo che si è rivelata quella più lunga, più coinvolgente e più difficile da affrontare.

Dopo innumerevoli varie e inutili terapie e la prima pessima esperienza PMA (seppur blanda) presso un centro privato di Brescia nell’ottobre 2008 , degno coronamento dei tre precedenti anni, è stata veramente dura ripartire e quando ad agosto 2009 sono riuscita ad avere un appuntamento con dottoressavorreiunbambino , l’allora responsabile del centro PMA degli Ospedali Riuniti di Bergamo, mi è sembrato a metà tra un miracolo e una sciagura. Da quel momento la strada è stata tutta in salita , con molti esami da fare , appuntamenti e visite e un inaspettato cambio di medico che poi si è rivelato una vera fortuna. Sono stati giorni di speranza e di sgomento e giorni in cui tutto questo ha finito per diventare la mia vita, e anche quello di cui ho parlato qui .

A dicembre 2009 ho cominciato ad assumere i primi farmaci per prepararmi alla PMA poi, il 31 marzo 2010 è stata aperta una cartella di day hospital a mio nome e da allora ho passato la metà dei miei giorni, per due mesi abbondanti (a fronte di un periodo di cura stimato inizialmente in circa tre settimane), in ospedale tra prelievi, esami, monitoraggi, visite, ansie e attese. Questo perchè è stato riscontrato un grosso problema di risposta ai farmaci utilizzati che ha portato al fallimento del primo protocollo di stimolazione e alla necessità di interromperlo per adottare una nuova strategia che, anche grazie al mio amato dottorsupplì , il dottorone che ho avuto l’immensa fortuna di incontrare su questa salita, un medico di indubbie capacità e di una umanità rara, alla fine, nonostante i segnali poco incoraggianti ha dato i suoi frutti e il 28 maggio 2010 ho potuto sottopormi al prelievo degli ovociti (pick-up) .

Nonostante il numero incoraggiante di ovociti prelevati (15) solo cinque si sono rivelati adatti ad essere fecondati e di questi solo quattro sono poi risultati correttamente fecondati e hanno potuto immediatamente essere congelati in quanto, in seguito al prelievo ovocitario ho rischiato la sindrome da iperstimolo e sono stata costretta ad attendere un lungo mese durante il quale ho dovuto curarmi affinchè il mio corpo potesse accogliere il successivo transfer degli embrioni. Il 4 luglio 2010 ho cominciato il mio protocollo per la preparazione all’ embryo-transfer e il 22 luglio sono stati scongelati due dei quattro sghiacciolati e mi sono stati trasferiti nell’utero .

Questo, di fatto, per me che con tutti i problemi avuti con le medicine ho rischiato di non poterci nemmeno provare, è stato già un grosso successo.

Il 2 agosto sia il test casalingo che l’esame del sangue mi hanno confermato il fallimento di questo primo tentativo e per quanto avessi cercato di convincermi che in ogni caso sarei stata serena devo ammettere di aver assorbito male il colpo e di essere riuscita a mettermi nuovamente in piedi con grande fatica.

Ho dovuto attendere un intero mese per poter procedere alla preparazione per il transfer degli altri due embrioni congelati a causa della chiusura estiva del centro ( cosa che peraltro trovo ridicola, se avessi avuto un’altra malattia che non fosse stata la sterilità di certo non avrebbero smesso di curarmi! ) e il 2 settembre ho ricominciato la mia corsa. Il 22 settembre ho effettuato il transfer dei rimanenti due embrioni e il 2 ottobre la conferma di un nuovo fallimento .

Lacrime, delusione, solitudine, rabbia. Ecco cosa si prova.

Avrei dovuto ricominciare il sei di maggio duemileundici, ma nel mentre la mia vita è cambiata e quindi il mio bambinochenonho dovrà aspettare.

L’esperienza PMA ha cambiato il mio modo di vedere la vita, mi ha fatta crescere molto, mi ha dato molti spunti di riflessione, nuovi punti di vista e mi ha portata fin qua con nuove certezze e nuovi dubbi. È un’esperienza dura che porta a misurarsi con se’ stessi, per la quale non si sarà mai pronti abbastanza e che richiede impegno e forza di volontà che solo una madre che è madre dentro, come io mi sento, saprà e potrà affrontare fino a realizzare se stessa.

8 Responses to “L’esperienza PMA”

  1. inboccallupoooooooooooooocrepiiiii

  2. Ciao! :fi
    In bocca al lupo! O in becco alla cicogna! Io mercoledì 3 novembre avrò la prima visita al P.M.A. di Bergamo, grazie a te mi son fatta un’idea di cosa mi aspetta -__- . GRAZIE DAVVERO, a presto!

    • Ho provato a mandarti una mail ma mi dice che hai la casella piena. Spero mi leggerai qui, volevo farti un grosso in bocca al lupo per domani e augurarti che tutto vada per il meglio. Un abbraccione.

      • :grin: Ciao Valentina,
        grazie per gli auguri, visita fatta! Ho incontrato un dottore davvero gentile e chiaro nel spiegare, ero inizialmente tesa invece solo un colloquio e la prescrzione di una sfilza di esami da fare.
        A presto,
        baci

  3. Un grossissimo in bocca al lupo! Meriti la felicità che da tanto cerchi e sono sicura che la troverai.

    Un abbraccio :love:

  4. Ciao….in bocca al lupo!!!! Siamo anche noi nella stessa situazione e non sappiamo che fare!!!! Come si chiama il meraviglioso medico??? Una rarità…
    In forte abbraccio

  5. abbiamo un’esperienza che ci accomuna, viviamo vicine e ci scriviamo spesso su twitter.
    sono reduce da 2 extra uterine gravi con asportazione delle tube bilaterali, un papilloma virus operato e 2 pma andate male. capisco… tutto, purtroppo e ora ti voglio ancora più bene. vediamoci se ti và! un bacione grande

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