Archive for ‘Voglio essere mamma!’

maggio 2nd, 2011

Incompleta

Di quanto passino in fretta i giorni te ne accorgi solo quando sono tutti passati. Ed è una cosa così scontata da dire, un pensiero così banale, un’ovvietà di cui non sono riuscita a fare a meno. Quei centosettantacinque giorni sono passati, tutti, anche se ho smesso di contarli. Aggrappata all’idea di te , che è pure tutto quello che di te ho, nonostante tutto .

Questo è il nostro appuntamento mancato, l’occasione, lasciata andare, di tornare a sfiorarti le manine con il pensiero, di provare ad immaginare di nuovo quel colore sulle pareti e quel profumo di borotalco e di ciccia. E ho paura a chiedermi se avremo un’altra opportunità, e paura a sapere già la risposta, e paura, più di ogni cosa, di non riuscire a trovarmi attenuanti.

Ti ho lasciato andare, bambinochenonho . Riesci a crederci, dopo tutto quello che è stato? Ti avrei inseguito oltre ogni confine e adesso sono sola, senza te. Nel letto mezzo vuoto che non cercherai mai di dividere con me, nei cassetti pieni di riempitivi , perchè quest’anno il vuoto da riempire è persino di più, nei profumi che continuerò solo ad immaginare, nei vestiti minuscoli di cui non smetterò di innamorarmi ad ogni vetrina in cui li vedrò, in tutta questa solitudine che è tutto quello che mi è dato di percepire di te. Come se ci fossi ancora, fingendo un futuro che non c’è, solo per cullarti ancora un po’. Oggi. E ancora.

E in quel cullare vuoto tu sarai il niente che c’è dentro al tuo profilo, che continuerò a disegnare. Per sempre. Ed io per sempre incompleta senza te.

novembre 11th, 2010

Centosettantacinque giorni

Tanti sono, quasi sei mesi, da qui al seidimaggio, giorno in cui si potrà riconsiderare l’ipotesi che io possa ricominciare a provare ad avere un bambino. Perchè le liste d’attesa sono lunghe, perchè sa, signora, abbiamo solo due day hospital al giorno, perchè le donne che devono ricorrere alla PMA sono tante, perchè da quando c’è dottorsupplì arrivano da tutta Italia. Perchè, perchè, perchè… perchè è così e non ci si può fare niente. E non troverò mai una ragione e non ce l’avrò più un perchè per cominciare ognuno di questi inutili, schifosi, enormi, centosettantacinque giorni.

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ottobre 22nd, 2010

Pensavo ci fosse altro

Invece senza la mia battaglia mi sento niente. E così non ho smesso di vivere (ma scommetto che nessuno se ne era preoccupato), ho smesso di dormire però, forse per non dovermi preoccupare di non avere più un motivo per svegliarmi. E i giorni sono tutti uguali agli altri, e uguali alle notti. Vuoto e silenzio. Non c’è rimasto altro.

ottobre 5th, 2010

Inaccettabile

Inaccettabile è che siano passati trentadue anni e che siamo ancora qua a urlare che è inaccettabile .

Inaccettabile è che, con il fenomeno della sterilità in aumento costante, i centri per la cura di questa patologia siano così scarsi e così poco attrezzati e che si prendano pure il lusso di chiudere per ferie più volte l’anno.

Inaccettabile è che i farmaci per questa patologia abbiano costi spaventosamente alti . E che li si debba comperare praticamente tutti. ( Cosa ho pagato interamente di tasca mia lungo questo percorso PMA? Decapeptyl, Orgalutran, Progynova, Prontogest, Decadron e Inofolic. E non parlo di una sola scatola, ma di parecchie decine. Solo il Gonal-f è mutuato. E gli esami? Ogni sei mesi vanno rifatti tutti e per ognuno c’è un ticket da pagare. ). Perchè avere un bambino qui non è un diritto, è un lusso.

Inaccettabile è la difficoltà a reperire questi farmaci, a trovare un medico di base disposto a prescriverli e farmacie che ne abbiano scorte ( per la gran parte di questi c’è un’attesa minima di 24h ma durante il percorso PMA capita anche che vengano cambiati farmaci e dosaggi senza preavviso per intervenire in situazioni non prevedibili e evidenziate dagli esami quotidiani ).

Inaccettabile è che per rimettermi in coda e ricominciare dopo un fallimento, per arrivare al quale ci sono voluti dieci mesi, grazie ai miei problemi, io ne debba aspettare cinque, sei, ancora, come se il tempo non contasse, come se l’età non fosse un vincolo, come se i miei ventottanni fossero ventotto per sempre ( e i miei sono ventotto, penso a chi è ai quarantadue, limite ultimo, per la gran parte dei centri pubblici, per poter accedere a cure di PMA ).

Inaccettabile è dover ricominciare dolorosamente a combattere con il mio corpo che si rifiuta di funzionare, che mi debba rimettere in corsa per una stimolazione che potrebbe essere ancora lunga e difficoltosa, o con grande probabilità inefficace. È inaccettabile dover perdere tempo in questo modo, in una guerra contro i mulini a vento, senza poter scegliere secondo la *mia* coscienza di ricorrere a tecniche di ovodonazione. Perchè in questa Italia di cattolici divorziati e bestemmiatori (ma contestualizzati, eh?) non si può.

Inaccettabile è che all’art. 14 della legge 40/2004 si legga

1. È vietata la crioconservazione e la soppressione di embrioni, fermo restando quanto previsto dalla legge 22 maggio 1978, n. 194.

2. Le tecniche di produzione degli embrioni, tenuto conto dell’evoluzione tecnico-scientifica e di quanto previsto dall’articolo 7, comma 3, non devono creare un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario ad un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre.

3. Qualora il trasferimento nell’utero degli embrioni non risulti possibile per grave e documentata causa di forza maggiore relativa allo stato di salute della donna non prevedibile al momento della fecondazione è consentita la crioconservazione degli embrioni stessi fino alla data del trasferimento, da realizzare non appena possibile.

[omissis]

8. È consentita la crioconservazione dei gameti maschile e femminile, previo consenso informato e scritto.

(fonte: Parlamento Italiano – Legge 40/2004 ) quando la percentuale si sopravvivenza dell’ovocita allo scongelamento è del 4% e quella dell’embrione del 90%.

Inaccettabile è che non venga fornito alcun supporto psicologico a chi si sottopone a cure per la PMA, che si sia numeri, pezzi di carne, lividi, gambe aperte e si arrivi a dimenticare di essere donne.

Inaccettabile è dover sopportare tutto questo e doversi anche scontrare con l’ignoranza. Tutta intorno a te. Come la Voda*one.

Inaccettabile è la superficialità di chi banalizza entità e quantità del dolore che si prova e di chi ti invita ad adottare come se il Centro Adozioni fosse un supermercato di bambini. Come se l’unica stupida a non vedere la soluzione così semplice fossi tu, come se bastasse far domanda per ottenerlo, come se non costasse niente, come se un contratto precario e una casa in affitto fossero abbastanza, come se fosse facile, come se fosse subito.

Inaccettabile è che se ne parli così poco e senza sapere.

Inaccettabile è che a tutti voi, che andate al femilidei e pensate che la PMA sia inaccettabile non sia capitato quello che è capitato a me e che non siate voi a piangere, ora.

ottobre 4th, 2010

Here without you

I’m here without you baby
But you’re still on my lonely mind
I think about you baby
And I dream about you all the time
I’m here without you baby
But you’re still with me in my dreams
And tonight it’s only you and me

ottobre 1st, 2010

A caldo

Non è la delusione di questo ennesimo fallimento, è molta di più la solitudine che lascia chi c’era e ora non c’è più.

Si, il test era negativo. Anche stavolta.

settembre 30th, 2010

Attesa

Giorni orizzontali, fastidiosi, infiniti.
Giorni di dolore, di nausee.
Giorni tra letto, divano e soffitto, di piedi freddi e solitudine.
Giorni di silenzio, di paura, di cose non dette.
Giorni di pensieri che si rincorrono.
Giorni che a restare si fa fatica.
Giorni che il mondo la fuori non c’è e io qui, mi sento invisibile.
Giorni muti, assenti.
Giorni senza odori, senza sapori, senza sensazioni.
Giorni lenti, ma che non aspettano.
Giorni senza desideri.
Giorni di stanchezza, di voglia di mollare.
Giorni che vorrei dormire e che invece non dormo mai.
Per non fare sogni, per non rischiare di crederci.

settembre 24th, 2010

Burp!

La pancia è piena di nuovo.
La testa qui e lontana.
Le speranze nascoste sotto qualche sasso.

Noi s’aspetta perchè aspettare è quel che ci è dato. Fino al duediottobre .

settembre 16th, 2010

Per me è no!

Faccio il canto del cigno mentre una giuria di maremaionchi , eliosenzastorietese , dottoressebbionde e dottorisupplì mi rivolta, mi rigira e mi da il suo parere. E mai che fossero buone notizie.

La preparazione per questo secondo transfer procede con più lentezza e più problemi e io mi arrabbatto, cerco di fare quel che posso, di star dietro a questa faccenda, di rimanere sul pezzo, come direbbe una annatatangelo qualunque, ma quello che manca più di tutto, questa volta, è la concentrazione. Programmo qualche milione di allarmi al giorno per altrettante medicine (benedetto sia l’aifon), faccio lo slalom tra paure, ansia e batticuori eppure, fin dal principio, fin da quel duedisettembre, non sono riuscita a mettere la testa di nuovo e completamente in questa faccenda.

Come se non m’importasse più, come se fosse un evento marginale, come se quel che accade e quello che potrebbe non avesse più peso ma la verità è che non si tratta di mancanza di interesse, solo di mancanza di speranza, come se in fondo alla mia pancia vuota ci fosse rimasta solo la consapevolezza di aver già perduto.

settembre 5th, 2010

Settembre

Il fatto che io sia sparita non è diventata una faccenda di pubblico interesse, me ne rendo conto, ad ogni modo non sarà la delusione per questa mancata attenzione a togliermi il dono della parola. Soprattutto di quella scritta. Nessuno di voi trellettori si è appena salvato, sia chiaro. :evil:

Mi sono rimessa in piedi, anche se ho faticato a credere di poterlo fare. Ma ci sono.

Volevo raccontarvi del uichend a Sirmione, del mercatino fatto a Lecco, della passeggiata al parco Le Cornelle, volevo farvi vedere le foto e metterci dentro un sacco di blablà, ma agosto non mi piace, agosto è un mese vuoto che mi lascia vuota, quest’anno più che mai.

E’ settembre che da sempre ha fatto la differenza nella mia vita. A settembre ho cominciato le cose più importanti, quelli che la mia vita l’hanno cambiata e così spero che sia per questo nuovo transfer per cui mi sto preparando. Settembre. Spero che faccia la differenza.

agosto 5th, 2010

Quello che viene dopo

Quello che viene dopo è vuoto. È una normalità che non potrò mai considerare normale, è silenzio immobile, è incolmabile assenza. È una realtà priva di significato, una vita mediocre.

Quello che viene dopo sono pensieri come ombre, che se ne stanno giù, molto oltre la gola, che non hanno forma e per quello fanno paura, e ne fanno tanta.

Quello che viene dopo è la sensazione di essere persino più sola di prima.

Quello che viene dopo è, talvolta, frustrazione e senso di impotenza.

Quello che viene dopo è, molto spesso, lacrime. Soprattutto quando capita di pensare a te come un tu , come una possibilità reale.

Quello che viene dopo è necessità di un costante contatto fisico a cui abbandonarsi completamente. È voglia di mollare la presa, almeno per un attimo, senza che nulla vada comunque perduto.

Quello che viene dopo è voglia di un intervallo, tra il primo e il secondo tempo. Di un intervallo in cui magari ci sia il mare.

Quello che viene dopo è voglia di ricominciare e tempo che passerà inevitabilmente andando sprecato per sempre.

Quello che viene dopo è una familiare impossibilità di sentire le emozioni, come se nelle crepe che mi si sono aperte nel cuore qualcuno avesse messo dell’ovatta.

Quello che viene dopo non è disperazione, non è delusione, forse nemmeno dolore è piuttosto un velo impalpabile e slavato che ha ricoperto ogni cosa. Finissima polvere grigia sotto la quale mi sento seppellita.

agosto 2nd, 2010

In fondo, sul fondo

Vorrei smettere di piangere e sapere cosa dire, vorrei le parole per tirarla fuori questa cosa, ma dentro ho solo silenzio. Il silenzio dalla musica che ho smesso di ascoltare e di cantarmi e il vuoto di tutte le cose che sono rimaste in sospeso, di quella terza linea che sul test non si è colorata e di una pancia in cui non è rimasto niente.

luglio 22nd, 2010

Di pancia


Di quella pancia che non è mai stata più piena e più felice di così e che io ho intenzione di abbracciare come fosse la più bella del mondo per tutti i prossimi dieci giorni. Con questo stesso sorriso ebete stampato sulla faccia.

Poi vada come vada, ma questo momento non me lo perderò.

(L’ embryo transfer di oggi per me è stato già un successo, si sappia :meow: )

luglio 11th, 2010

Un attimo di silenzio

Ci sono giorni che mi sembra di non pensarci, che la mia vita mi sembra, tutto sommato normale, se la normalità può essere quella di un tempo scandito dagli allarmi del cellulare che mi ricordano le medicine da prendere. Giorni che mi sembra di averlo trovato, un senso, ma poi arriva un silenzio impercettibile. Dura poco più di un attimo, il tempo necessario per sentire tutto questo vuoto e capire che questo è il tuo spazio, che tu non ci sei e che anche quando mi sembra di non pensarci sto sentendo fortissimo la tua mancanza.

E tutto il mondo si fa liquido.

luglio 5th, 2010

E vissero tutti felici e contenti

Non voglio sapere come va a finire. Non è che non m’importi, ma non sono preparata, non sono pronta a pensare che non sarà un lieto fine. Vorrei mettere solo un punto e limitarmi a non scrivere l’ultimo capitolo.