Cedimento è quando ti svegli con un mal di testa folle, che non fa che aumentare, che ti scuote se fai anche un solo passo, che ti entra nel cervello e ti fanno male anche i pensieri. È quando pensi che i pochi giorni che mancano siano comunque troppi, quando le contrazioni ti piegano in due e vivi incollata al divano e alla borsa dell’acqua calda che comunque non serve a niente. E hai la nausea e i capogiri e non ti senti autosufficiente. È quando vedi tuo marito che invece di godersi le sue ferie fa il tuo badante, e il cuore ti si spezza a metà, quando nella testa c’è spazio solo per la parola basta e la vita fa male anche solo a sopravvivere. È quando ti infili a letto, non riesci più a smettere di piangere e scrivi un post così.
Le parole che vorrei dirti (se avessi il tempo di ascoltarmi)
Ci fermiamo sempre davanti alle parole. Perchè parlare è stato sempre così difficile per noi. Noi che c’è sempre dell’altro da fare, noi che la quotidianità ci culla e ci tiene al riparo anche dai pensieri.
Ho bisogno di parlarti, te l’ho urlato singhiozzando.
Ho bisogno che mi ascolti come io t’ascolto, anche quando respiri mentre dormi.
Vorrei che tu sapessi che mi sento sola.
Che stare a casa dal lavoro per me è difficile.
Che stare ad aspettarti fino a sera mi rende infelice, che mi sembra che tu stia via solo per non stare con me.
Ho bisogno che mi abbracci. Non te lo voglio più chiedere.
Ho bisogno che mi dica che mi vuoi bene.
Ho bisogno che tu sia presente.
Ho bisogno che tu sottraga un po’ di tempo a tutte le tue altre attività solo per stare con me. Questo mi farebbe sentire importante. Ho bisogno di sentirmi importante.
Vivi un po’ con me. Perchè ho bisogno di sapere che questa cosa la stiamo facendo insieme.
Dimmi che andrà bene anche se dovesse andare male.
Dimmi che posso piangere, che non è sbagliato.
Dimmi che a me ci pensi tu.
Dimmi che mi posso lasciare andare solo un po’.
Rassicurami, stringimi.
E’ così difficile senza te.
NB: Questo è un post cui non possono essere fatti commenti semplicemente perchè credo non ce ne sia la necessità. Questo è il mio spazio e qui ho voluto metterci me e la mia vita. Non credo vada aggiunto altro.
Angolazioni
Lui: Amore sai come si arriva a Zingonia? No, una signora chiedeva informazioni. Si ma la signora dice che non ha trovato cartelli, niente. Non hai le mappe li? Vabbè dai, tanto è andata a chiedere al benzinaio. Tonf! (Risale in auto chiudendo la portiera) Dio, che brutta macchina!
Lei: No, non lo so come si arriva a Zingonia, devi seguire per Verdello, immagino. Che devi fare a Zingonia? Si, ho le mappe di google sull’aifon ma sto cercando di tuittare dai! Tonf! (Tira su lo sguardo dall’aifon e vede una tipa sulla cinquantina molto sciupata e carica di trucco, capello corto spettinato e ossigenato, miniabitino a strisce nere e fuxia su leggins neri e stivaloni al ginocchio bianchi con i tacchi marroni salire su un’auto sportiva con portiera aperta verso l’alto di colore verde metallizzato) La macchina? No, dico, ma l’hai vista lei? E tu quella la chiami “signora”?
Sette anni (e il Tibet non l’abbiamo visto manco da lontano)
Avrei voluto trovare un sacco di parole per dirti cosa sono stati per me questi sette anni, ma sono stati talmente tanto che sarebbe stato troppo difficile farlo, troppo lungo, poi, da leggere. E sai che noia? Perciò mi limito a dirti che, nonostante questi sette anni
, ti amo, e quando mi giro dalla tua parte nel letto e ti stringo fortissimo tu fermi tutto il mio mondo e mi sento felice
.
La casa nella Bassa
Non è la prateria, è solo la bassa bergamasca, ma l’ho aspettata per sette anni e cercata per più di uno e sono certa che lei è proprio quello che volevo. Perciò, in breve, io e il consorte polentino stiamo traslocando (ed è una faticaccia).

Un’ora sola
Ho preparato polpette al sugo e polenta e ho comprato una meravigliosa candela al profumo d’arancia. Ci prendiamo un’ora al buio per fare un po’ i romantici ecologisti. Peccato che sia solo un’ora.
Discussioni
Io amo mettermi in discussione. Lo faccio costantemente e, anche se quasi mai è facile, mi piace che si tratti di un processo che in qualche modo riesce a farmi sentire rinnovata. E se tanto mi piace mettermi in discussione, altrettanto poco mi piace discutere, nel senso di bisticciare, anche se poi non è proprio un bisticcio da tiriamoci dietro i piatti. Mi basta che ci si tiri dietro parole.
Discutere, come stasera, è un processo sterile, fine a se stesso e che, senza nemmeno sorprendermi, mi lascia dentro un gusto forte e amaro. E non si è giunti a nulla. E’ quella la cosa peggiore.











