A volte si può dare la colpa alle scelte fatte, altre alle decisioni prese, altre ancora si può scaricarle sugli altri. In questo caso però si tratta d’altro. Insomma se una giornata in montagna, dopo mesi di reclusione, e dopo che per mesi è andato *tutto* male, viene sabotata prima da una caduta rovinosa tra i sassi del fiume con tanto di piede livido e gonfio e poi dall’arrivo di un ciclo (per di più violento e dolorosissimo) allora questa è sfiga ed è pure tanta. Perciò se esiste un Nobel avanzo ufficialmente la mia candidatura e poi mi aspetto di vincere.




















domenica, agosto 8th, 2010, 00:23 | 


