Come se sottoporsi allo strazio di una cura PMA non avesse dignità, ogni accidenti di volta che dico a qualcuno che non posso avere figli (perchè io lo dico, senza alcuna vergogna) e per questo mi faccio dare una mano dalla medicina, dall’altra parte trovo sempre lo stesso muro di gomma. Ma perchè non adotti?
Tu perchè non ti fai i cazzi tuoi? E’ generalmente la prima risposta che mi sovviene, quella che poi mi muore in gola, perchè non è educato. Come se fosse educato farsi i cazzi degli altri, poi. Ma tant’è.
Insomma tutte le volte tocca attaccare con una solfa diversa. Oppure glissare, fare finta di niente o ignorare la domanda quando possibile, ma a tutti questi benpensanti vorrei proprio dirlo nei denti che odio il giudizio che c’è dietro questa domanda, odio che si pensi che faccio le mie cure solo per egoismo, odio che si insinui che io ne stia facendo una questione di colore della pelle, di razza o anche solo genetico. Che un figlio sia quello che cresci e non quello che metti al mondo lo so anche io.
Non adotto perchè al PMA nessuno mi chiede la busta paga, a nessuno interessa se io e mio marito abbiamo un lavoro stabile, se a dicembre il nostro contratto di lavoro scadrà, a loro non interessa nemmeno se me le posso permettere tutte quelle medicine, non devo dimostrare niente a nessuno.
Non adotto perchè se le mie possibilità di avere un figlio grazie alla scienza sono poche, quelle di averlo dallo stato sono ancora meno.
Non adotto perchè i figli si fanno da giovani e io giovane già non mi ci sento da un pezzo, e ora che lo stato mi avrà dato un bambino sarò diventata ampiamente vecchia.
Non adotto perchè adottare costa. Molto più che fare una cura al PMA e i soldi che abbiamo messo da parte potrebbero servirmi per inventarmi un nuovo lavoro se non dovessero più rinnovarci l’attuale contratto (provateci voi a farvi assumere da un privato da trentenni, senza figli e con otto anni di esperienza da statale
).
Non adotto, ora, ma non vuol dire che non lo farò. Questo sia chiaro. Che nel giudizio di chi domanda è sottinteso pure questo.
Adotterò, questo è certo, appena ne avrò la possibilità.
Adotterò anche se la scienza mi darà il mio bambinochenonho perchè voglio farlo a prescindere da questa cosa.
Adotterò, e mi preparerò a mentire ad uno stuolo di assistenti sociali e psicologi bigotti e cattolici cui mai racconterò che il loro dio io non credo nemmeno che esista, permetterò loro di rivoltare la mia vita come un calzino, di misurarla con i loro metri di giudizio medievali, di giudicarmi con le loro fette di prosciutto sugli occhi.
Adotterò e sarò pronta ad aspettare tutti gli anni che ci vorranno.
Adotterò e mai cercherò di convincere qualcun altro che sia l’unica cosa da fare, ne’ mai mi sentirò speciale per averlo fatto.
Adotterò e sarà un gesto di totale e incondizionato amore.
Adotterò un bambinochehogià, che è la fuori da qualche parte ed è già mio.









martedì, giugno 1st, 2010, 09:52 | 



1 giugno 2010 at 10:05
Perchè credi che, quando dici che preferisci avere un figlio tuo piuttosto che adottarne uno, la gente possa pensare che tu sia egoista?
Te lo chiedo perchè anche io una volta ti ho domandato se avevi mai pensato all’adozione (non conoscendo la tua situazione lavorativa ecc ecc) ma pensavo solo ad un passo che avrebbe potuto rendere felice te, non il bambino che avresti adottato…
1 giugno 2010 at 10:25
Grazie per questo nuovo punto di vista che non avevo considerato
1 giugno 2010 at 10:28
@Shaina
Non era un attacco personale a qualcuno, ma considera che è una domanda che mi viene fatta da molti e sottintende sempre un “perchè non l’hai ancora fatto?”, anche non sempre cosciente, che fa male. E’ evidente che non tutto il mondo fa questa domanda con insinuante cattiveria, me ne rendo conto, e cerco anche di comprendere.
Ne avevo già parlato in questo post ci sono parole che diventano coltelli, che lasciano ferite anche enormi. Forse è perchè emotivamente sono più esposta in questo momento, ma sembra che la cosa, al mio generico interlocutore quasi mai interessi. In tutti questi anni non mi è mai capitato di incontrare nessuno (che non abbia vissuto la medesima esperienza) che si sia sforzato di comprendere e a volte è proprio la mancata comprensione che mi fa sbottare così, ma non è rabbia, solo voglia di mettere le cose in chiaro con me e con il mondo. Più chiare sono le cose meno sono le incomprensioni si generano e più serenamente io riesco ad affrontare tutto.
1 giugno 2010 at 10:38
Io ti ammiro moltissimo per quello che stai facendo.. Personalmente non credo che avrei avuto tutta la tua forza…
Però vedi è normale che quando hai un blog, quando twitti e racconti di te, chi ti legge avrà voglia di farti domande magari proprio per capirti di più…
A volte le domande possono non piacerti però magari chi le fa, le pone ingenuamente perchè non conosce tutti i particolari per la faccenda…
1 giugno 2010 at 10:53
@Shaina
La verità è che io non sono più forte di molte altre donne e la dimostrazione è proprio in questi miei sfoghi. L’unica cosa che veramente non avrei mai creduto di riuscire a fare è stata vincere la paura degli aghi, delle punture, del sangue, ma quello è stato un passo necessario. Ho avuto un sacco di cedimenti e se non avessi avuto il sostegno di chi si è preso la briga qui o su twitter di confortarmi, di starmi vicina, di farmi domande e di permettermi di condividere questa esperienza io non sarei arrivata così lontano.
La mia gratitudine nei confronti di chi lo ha fatto, di chi continua a farlo, di chi come te mi consente di stare qui a spiegare che non stavo sparando nel mucchio ma solo cercando di dare concretezza a un pensiero che mi girava dentro da tanto, è enorme e cerco sempre di esplicitarla anche se a volte non ne sono capace, anche e certamente non lo faccio abbastanza, ma proverò a migliorarmi
1 giugno 2010 at 10:58
Perchè dici che non sei più forte di altre donne?
Io se vedo un ago (anche da cucito) svengo per cui probabilmente nella tua situazione sarei fuggita a gambe levate…
1 giugno 2010 at 11:04
Non riesco a sentirmi più forte di altre donne. Perchè questa è una strada che ho potuto scegliere, non me l’ha imposta nessuno, avrei potuto rinunciare ad avere figli, perchè piango moltissimo (e do la colpa agli ormoni ma so che non è solo colpa loro) e perchè al contrario, mai come in questo periodo mi sento così fragile e esposta da temere il mondo intero. ritengo sia assai più forte chi, dopo tutti questi mesi mi sopporta ancora, non è roba da tutti
4 giugno 2010 at 19:04
E’ che tu mi lasci senza parole e poi.
mi viene voglia di abbracciarti soltanto.
e taccio.
e quindi sì taccio e speriamo l’abbraccio arrivi.
4 giugno 2010 at 21:29
quando due anni fa persi la possibilità di fare figli, molti mi dissero “puoi sempre adottarne uno”. come se fosse la stessa cosa. non lo è. l’adozione è un ripiego, siamo onesti; è l’ultima spiaggia, un tentativo disperato di realizzare un desiderio di maternità negato. ed è un ripiego costoso, stressante, lungo; pieno di ostacoli, incertezze, ingiustizie -soprattutto ai danni dei bambini-.
ogni volta che parlo con qualcuno che ha adottato, sento storie strazianti di burocrazia farraginosa che rende tutto più difficoltoso.
la mia psicologa mi ripete che, a differenza delle coppie che si accorgono della sterilità solo dopo anni di tentativi falliti, io ho il vantaggio di saperlo già e di potermi così muovere in anticipo sui tempi. sarà, ma io continuo a sentirmi una scatola vuota.
5 giugno 2010 at 14:04
Comprendo la tua posizione, però il punto di vista che ti ha offerto la tua psicologa non è affatto fuori dalla realtà. Ho passato molti molti giorni nella sala d’attesa del PMA, ho ascoltato la storia di molte donne che mi hanno invidiato l’età più di ogni altra cosa, quei 28 anni che a me sembrano persino troppi. L’età media di chi fa queste cure è sui 37 anni, perchè se ne accorgono tardi, cominciano tardi a cercare un figlio. 37 anni sono tanti per iniziare una cura PMA e tantissimi per un’adozione perchè vi si andranno ad aggiungere anche gli anni dell’attesa. Il tempo è un fattore determinante. Per l’adozione l’età degli aspiranti genitori determina anche quella del bambino che potranno adottare e adottare un bambino già grandicello è più problematico (e talvolta anche meno soddisfacente).
Poi ovviamente sull’adozione ognuno ha la sua visione. Per quanto mi riguarda non ha mai avuto il ruolo di ripiego, se fosse stato tutto più facile, se non avessi il problema di un lavoro così precario e se ci volessero tanti meno soldi lo avrei già fatto, e al PMA probabilmente non ci sarei mai passata.
Io voglio un bambino, non voglio necessariamente metterlo al mondo.
5 giugno 2010 at 21:57
il vantaggio c’è, a voler essere razionali e distaccati; rimane la paura per un percorso così difficoltoso: come hai detto tu nel post, perchè si deve rendere conto del proprio status sociale e professionale, quando migliaia di indigenti mettono al mondo figli che poi non amano? (anche i ricchi lo fanno, sia chiaro). ho sentito di tante speculazioni in questo campo e chi ci rimette per primo sono i bambini.
quando definisco l’adozione un ripiego intendo dire che nessuno, potendo, la sceglie come prima opzione; vi si ricorre solo se non si è in grado di avere dei figli propri o, come nel caso di una famiglia di mia conoscenza, se si ha già soddisfatto quel desiderio.
io non voglio criticare le coppie che adottano: è e rimane un gesto d’amore, oltre che un modo per diventare genitori. me la prendo con chi la mette sullo stesso piano di un parto, come se fossero interscambiabili, senza tenere conto di quanto dolore provochi la sterilità. tutto qui.
un giorno, quando sarà il momento, adotterò un bimbo.