Archive for febbraio, 2010

febbraio 25th, 2010

La verità è che certe cose non esistono

La verità è che alla gente gli piaci finchè sorridi. Che gli fai simpatia, e sei facile da gestire. O finchè hai un’utilità. Che se quelle dueottreccose che ci ha da fare potesse sbolognartele tu saresti un miglioramicovero. Alla gente . A tutta quanta. Anche alla gente che ti dovrebbe conoscere, anche quelli che tu pensi non sia proprio gentecosìpperdire .
Perchè la gente è tutta cosìpperdire e la verità è che certe cose non esistono.

E questa sera li capisco quelli che a un certo punto se ne vanno senza dire più una parola. Dovrei fare anche io così. Alla gente , parlargli è inutile.

febbraio 21st, 2010

Meno cinquanta

A meno cinquanta è domenica.
A meno cinquanta è una pessima domenica.
A meno cinquanta è stata dura arrivare a sera.
A meno cinquanta non sono riuscita a smettere di pensarci un solo attimo.
A meno cinquanta prendo un sacco di medicine.
A meno cinquanta so che nei prossimi cinquanta le medicine saranno anche di più.
A meno cinquanta mi sento così sola.
A meno cinquanta vorrei qualcuno a cui raccontare come mi sento.
A meno cinquanta mi piacerebbe che ci fosse qualcuno a dire io ti capisco .
A meno cinquanta vorrei che il mondo la smettesse di dire banalità.
A meno cinquanta anche se la smetto di pensarci un figlio non lo faccio lo stesso.
A meno cinquanta sono diventata assai più suscettibile.
A meno cinquanta passo le giornate con il nodo in gola, ma non piango.
A meno cinquanta la parola mamma mi spacca il cuore in mille pezzi.
A meno cinquanta mi sembra di non potercela fare.
A meno cinquanta vorrei che qualcuno mi facesse forza.
A meno cinquanta, siccome non c’è nessuno, la forza me la faccio da sola, ma mica è facile.
A meno cinquanta penso troppo.
A meno cinquanta ho paura.
A meno cinquanta mi fa male ovunque.
A meno cinquanta mi sento tanto ignorata da sentirmi trasparente.
A meno cinquanta mi sento cambiata.
A meno cinquanta tu sei la mia vita, bambinochenonho .
A meno cinquanta giorni dalla fine.
A meno cinquanta giorni dalla speranza che sia un inizio. Con te.

febbraio 19th, 2010

I puntini sulle i

Tu che sei finito qui, per caso o per una opinabile volontà prima di leggere tutto quanto il resto per favore leggi qui. Lascia che io ti spieghi giusto due cosine.

La decisione di aprire questo blog è nata da un sopravvenuto bisogno di avere posto e tempo cui regalare impressioni e sensazioni, per poterle rileggere poi e, intanto, prendermi il tempo per metabolizzarle.

Questo blog è il mio posto, il mio tempo. Io vengo qui a piedi nudi, in pigiama o indossando le calzine coi diti, con i capelli legati o rivoluzionari, senza un filo di trucco o avvolta nel plaid fucsia con la rana. Ci vengo mangiucchiando, a volte, quasi sempre ascoltando musica e quello che faccio qui è lasciarmi andare.

Qui mi raccolgo e mi racconto, per come sono, per come vivo la mia vita, e la mia vita ora è l’impossibilità di realizzare il mio più grande desiderio, che è quello di avere un figlio.

La mia vita è una diagnosi di infertilità, una IUI (inseminazione intra uterina) fallita, quasi cinque anni di medici, ormoni, pianti e speranze disilluse. La mia vita è il centro PMA (Procreazione Medicalmente Assistita) e la nuova strada che sto percorrendo verso la ICSI, la tecnica di fecondazione assistita più avanzata attualmente consentita in Italia.

Il percorso è lento, impegnativo e doloroso tanto fisicamente quanto psicologicamente per questo motivo io ho bisogno di venire qui e di archiviare tutto, di accantonare le verità, le ansie, le preoccupazioni, che fuori da questo luogo e da questo tempo non sa nessuno. Non le voglio perdere e non voglio perdere me.

Così io qui, in questo spazio e questo tempo non fingo mai, non mi dipingo la faccia con il rossetto e se sono triste non è pessimismo, è tristezza. Tristezza che fa piangere un po’ e poi tornare a sorridere. Perchè io sorrido. Quasi sempre :-)

febbraio 18th, 2010

Non sono pronta.

Il fatto è che dottoressavorreiunbambino ha dato forfait. Così per non perdere la priorità acquisita ci danno in pasto ad un dottore nuovo. E se poi fosse come quellollà che non mi guardava in faccia? E se mi dicesse che sono grassa e i grassi non fanno figli? E se non? E se poi domani andassimo li e lui ci dicesse che va persino tutto peggio di come va? Insomma, che succede se poi?

Sono troppo piena di ormoni, troppo piena di ansie, ho troppe lacrime e troppa voglia di cioccolato.

E non mi sento nemmeno un po’ pronta ad affrontare tutto questo. Cielo! Mi serve un gesto rassicurante, non so, un fulmine che mi incenerisca. Si?

febbraio 12th, 2010

Angolazioni

Lui: Amore sai come si arriva a Zingonia? No, una signora chiedeva informazioni. Si ma la signora dice che non ha trovato cartelli, niente. Non hai le mappe li? Vabbè dai, tanto è andata a chiedere al benzinaio. Tonf! ( Risale in auto chiudendo la portiera ) Dio, che brutta macchina!

Lei: No, non lo so come si arriva a Zingonia, devi seguire per Verdello, immagino. Che devi fare a Zingonia? Si, ho le mappe di google sull’aifon ma sto cercando di tuittare dai! Tonf! ( Tira su lo sguardo dall’aifon e vede una tipa sulla cinquantina molto sciupata e carica di trucco, capello corto spettinato e ossigenato, miniabitino a strisce nere e fuxia su leggins neri e stivaloni al ginocchio bianchi con i tacchi marroni salire su un’auto sportiva con portiera aperta verso l’alto di colore verde metallizzato ) La macchina? No, dico, ma l’hai vista lei? E tu quella la chiami “signora”? XD

febbraio 9th, 2010

Tu la conosci Claudia?

Claudia è mora e alta, ha capelli un po’ arruffati e ha la camminata incerta, ma fa passi lunghi. Claudia sorride timida ed è gentile. Claudia ha occhi dolci, ti guarda e nei suoi occhi vedi la comprensione, e ha una erre morbida come burro che aggiunge un nonsochè a quella sua adorabile parlata cortese e pacata. Claudia ti chiama al telefono, ti mette in lista, ti da ansia, ti fa tremare le gambe e la voce, da scadenze alla tua vita e forse lo sa, che te la sta cambiando un po’.

Di Claudia avevo già parlato qui . Tanto per chiarire.

febbraio 7th, 2010

La caccia alle streghe

Ora, io sono paziente, tollerante, comprensiva e bendisposta, davvero, mi ci impegno proprio ad esserlo.

Poi arriva lei, la ministrameloni , si mette in piedi sul suo trespolino e grida al mondo “Dobbiamo continuare a lavorare perché in Italia la maternità non diventi una forma di discriminazione. In Italia viene garantito in tutte le sue forme il diritto di abortire e purtroppo non viene garantito il diritto a mettere al mondo un bambino.”*. Ossignur – penso per un attimo – è rinsavita, ha fatto un trapianto di cervello o le hanno cambiato il ventriloquo? Sembrerebbe quasi una cosa sensata, e invece, parlava di aborto. Of course .
Perciò secondo te, mia cara la ministrameloni , impedire ad una donna di abortire, obbligarla a fare un figlio che non vuole, vuol dire dare una possibilità? Dimmi che non lo pensi davvero e che un preregistrato di stronzate, ti prego. O_O

Volevo raccontarti della legge 40, delle donne come me, che un bambino lo vogliono più di ogni altra cosa al mondo, ma se pensi davvero questo che lo faccio a fare? Insomma, è evidente che non capisci un cazzo! o_o

* Fonte: Articolo di Sky TG24