Io non posso avere bambini e non per questo mi sento inadeguata, inadatta o incapace come la moltitudine di donne che convive con questa mia stessa consapevolezza. Io non mi faccio colpe perchè so che i problemi di salute non si scelgono, io non mi sento meno donna. Mi sento più sola, però, molto, molto più sola.
Mi sento costantemente intorno il vuoto che il bambinochenonho ha fatto nella mia vita, mi sento sola perchè non ci sono i suoi rumori, non c’è il suo odore, non ci sono tutte le sue cose in giro e tutto il suo tempo è mio e io, anche se ci provo a fare altro, lo passo sentendo la sua mancanza e sentendo la solitudine. E’ la solitudine che mi fa male, è la solitudine che ha preso il posto di tutti gli altri sentimenti, è la solitudine che si è portata via le altre sensazioni, la solitudine mi ha lasciata sola, senza me , senza il mio bambino e senza nessuno a prendersi cura dell’immensa ferita che mi ha spaccato il cuore a metà.
Tutto il suo tempo è mio
Caro Babbo Natale
Sei vecchio e quindi non senti ma sei anche uomo e quindi non ascolti. Io ti avevo chiesto un contratto di lavoro decente, un bambino e poche altre cosine tra le quali, te lo assicuro, non c’erano ne’ febbre, ne’ nausea e nemmeno il mal di pancia. La prossima volta, sai cosa? Stai a casa tua, mh? :^)
PS per voi due anime che di tanto in tanto passate di qua: Io non ve lo voglio augurare un buon Natale, così, iprocrita e dovuto, vi farò gli auguri di un buon non-Natale però, quando meno ve lo aspetterete
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Spreco di byte
E’ che fondamentalmente non me ne frega più di nulla. Lo stato di letargia dei sentimenti in cui mi trovo è tale da non farmene provare alcuno. Sono semplicemente e totalmente disinteressata del mondo, di quello che succede e di me. In tutta coscienza mi spiace che ci sia anche qualcuno che prova dolore a vedermi così, ma è un dispiacere di testa, il cuore non mi dice più nulla. L’unica cosa che parla ancora sono le mie dita, ma è un inutile spreco di byte.
Dondolii
Giorni come altalene. Si dondolano l’uno dopo l’altro. Avanti e poi indietro. Avanti e poi indietro. E io seduta sull’asse di legno sbilenca della mia vita dondolante senza sapere se chiedere di più, se sfidarla e urlare PIU’ FORTE! o scendere, semplicemente, e rimettere i piedi a terra.
Annunciaziò
No, ti prego, dimmelo che lo hai fatto di proposito ad attendere, dei tuoi 280 giorni di gravidanza, quelli in cui io fossi qui, lontana dal mio mondo e dalle mie sicurezze, per annunciarlo al mondo intero. Dillo!
Una cosa è certa
Devo essere stata veramente taaanto buona se Babbo Natale è passato da me con tale anticipo portandomi questo cosino qui :angel:
























