Leggo qui , poi rimbalzo qui , con il cuore stretto stretto per dei perfetti sconosciuti, perchè a sapere come ci si sente, in certe situazioni, fa male uguale a quando le hai vissute, e non c’è nemmeno la magra consolazione di sentirsi meno soli. Ognuno va con la sua storia diversa da tutte le altre, ognuno con il suo sogno spezzato, le sue speranze di essere uno di quelli che poi gli altri vanno in giro a raccontare che ce l’ha fatta ( perchè sembra che nella vita di ognuno ci sia un’amico, un parente, un conoscente che ce l’ha fatta e ognuno sente il bisogno di raccontartelo, come se l’unico incapace a far figli fossi tu ), con i suoi progetti interrotti e con la sua vita. La mia è ferma, immobile, gli ultimi quattro anni sono stati come un glaciazione. Scivolando sul ghiaccio di tutto quello che piano piano andava sospendendosi nel tempo mi sono sposata, sono andata in ferie al mare e in montagna, e poi al mare di nuovo, ho disfatto il mio matrimonio e l’ho rimesso in piedi, ho lottato per avere una casa più casa, l’ho cercata, trovata, affittata, arredata, ci ho spostato ogni cosa, mi sono inventata nuove idee, nuovi interessi e ho tentato persino di trovare una routine per convincermi che la normalità potrebbe essere questa, per chissà quanto tempo ancora, forse per tutto il tempo, ancora. Però mi viene da piangere lo stesso e ogni volta è più difficile ricacciare tutto giù, mi viene ancora da pestare i piedi in terra ogni volta che qualcuno mi passa con la sua schiacciasassi di parole sul cuore e avrei ancora voglia di ammazzare tutti quelli che si sentono in dovere di chiedermi, più o meno ogni mese, se sono incinta, salvo avermi mai chiesto quanto dolore si sente a non esserlo ancora.
Tu che m’hai preso il cuor….
Accade che ci sono tre gatti randagi che gironzolano intorno alla casa nella Bassa. Due arancioni e uno pezzato marrone, bianco e arancio. Quella pezzata probabilmente è la mamma, i due sono piccini ma non troppo, tutti e tre timidissimi, impossibili da avvicinare. Accade di trovarseli li, ogni sera, sei occhi grandi e chiari come laghi, ad aspettare la pappa, perchè, si, accade anche che io, che i gatti mai e poi mai , mi sia armata di ciotola, croccantini e scatolette e che me ne sia innamorata. Perdutamente :love: .
Di quelle stranezze tutte mie
A volte ho come l’impressione che mi piaccia, in qualche modo, attendere. E così mi privo di ciò che potrei avere e poi gioco ad aspettare ( no, non sto parlando di bambini ) e, nel mentre, mi sembra pure che mi manchi da morire. Se non sono già completamente pazza sono certamente sulla buona strada :whistle: .
Momenti un po’ così
Saranno gli ormoni, saranno quattro anni passati a provarci, saranno le cose, saranno tutte le pance tranne la mia, sarà la stanchezza, un po’ lo sconforto, sarà che questo rospo non ci riesco proprio a buttarlo giù ma se ci fosse un angolino tranquillo io stasera mi ci infilerei e piangerei fino alla fine dei tempi.
























