Ho scoperto di avere ossa che nemmeno sapevo, ora che mi fanno male tutte. Se era per farmi venir fuori dalla mia ignoranza, beh, missione compiuta. Però, benedetto virus portatore di sapienza, il raffreddore da paura, il mal di gola che mi fa fatica anche a parlare, il mal d’orecchio e sti benedetti 37.5° fissi potevi anche risparmiarteli
.
Sdo balissimo
Lasciapassare A38

Giuro che tra il pulire le travi a vista della mansarda una ad una e avere a che fare con le donnine segretarie delle società di fornitura di gas, acqua, rifiuti e via dicendo, io preferisco le travi.
Vespe
Avrei decisamente preferito fossero marchiate Piaggio, sarebbero state più ingrombranti ma molto meno fastidiose nella futura camera da letto. Disinfestatori volontari?

La casa nella Bassa
Non è la prateria, è solo la bassa bergamasca, ma l’ho aspettata per sette anni e cercata per più di uno e sono certa che lei è proprio quello che volevo. Perciò, in breve, io e il consorte polentino stiamo traslocando (ed è una faticaccia).

La mia maestra unica
Sono sempre stata convinta che gran parte del buono che c’è in me lo devo a lei, a quella donna speciale, tostissima che è stata la mia maestra delle scuole elementari. Una maestra unica, una di quelle che ogni bambino dovrebbe avere. Un donnone d’acciaio. Lei che figli non ne aveva avuti e che ci cresceva come figli, che ci rimproverava come solo una mamma sa fare, e poi ci spiegava il perchè e che dalle bambine più fortunate, quelle meno timide, si faceva anche pettinare quei capelli neri neri. Quanto le ho invidiate io quelle bambine.
Mi chiamava sempre a leggere, perchè ero la più brava e me lo diceva tutte le volte, e ogni volta quanto orgoglio mi riempiva per la sua approvazione! Lei lo sapeva per davvero quello che amavo fare, non tirava ad indovinare e non cercava di cambiarlo, lei me lo lasciava fare e mi insegnava a farlo meglio che potevo. Lei mi ha incoraggiata, mi ha sostenuta, mi ha appoggiata e spronata, mi ha insegnato la differenza tra bene e male, mi ha insegnato il congiuntivo, le tabelline, le capitali d’Europa, i sette re di Roma e la prima guerra mondiale. E mi ha insegnato anche il sesso.
E a leggere questo post qui, io non ho potuto non pensare a lei (ancora una volta), con quella solita stretta al cuore che mi prende ogni volta che lo faccio da quando ho finito la quinta elementare. Il pene, la vagina, la penetrazione, gli ovuli, gli spermatozoi ma anche le coccole, il preservativo, la contraccezione, la masturbazione, l’amore e tutto quanto. Una lezione lunga quando un giorno di scuola in una scuola privata, otto ore, o forse più, di visini attenti e bocche semi aperte e attonite, di risate fino alle lacrime, disegnini improponibili sulla lavagna e manuali di anatomia. Fu una bellissima giornata, io me la ricordo ancora. Serena. Saran passati ventanni ormai. Nessuno ne parlò sui giornali, probabilmente nessuno dei presenti ne parlò mai persino ai suoi genitori ma ognuno di noi quel giorno fu un po’ più pronto a diventare grande. Le fui eternamente grata per non aver mentito, per non aver nascosto o eluso nulla e lo sarò per sempre per aver espresso e donato tanta libertà. Chissà, se questi genitori avessero avuto una maestra come la mia, se avessero ascoltato quella lunga lezione si sarebbero fatti la domanda giusta?
Interrogativi
Un’intera giornata di lavoro più lo straordinario. Nove ore. Tutto il casino di una giornata normale e in più una interminabile discussione tra trentenni su chi ha cominciato prima. Ma mandarle a fare la spesa non sarebbe meglio?










