Ho preparato polpette al sugo e polenta e ho comprato una meravigliosa candela al profumo d’arancia. Ci prendiamo un’ora al buio per fare un po’ i romantici ecologisti. Peccato che sia solo un’ora.
Testamento biologico
No, solo per dire che, anche se qua non ci è concesso , se mai dovessi trovarmi nella sua condizione, o nella sua io non voglio essere attaccata a nulla che non sia una presa dell’alta tensione che mi fulmini seduta stante.
Ah, e voglio un funerale laico. E pasticcini al cioccolato e da bere per tutti.
Ci vuole la neuro
Quando ti ritrovi a trascinarti lungo le 12 ore di un giorno solo per poter tornare li, tra le lenzuola e coperte, e non riesci a dormire sei già diventata matta o sei solo sulla buona strada?
Brrrrividi
“Se non fosse per te
Crollerebbe il mio cielo
Se non fosse per te
Sarei niente, lo sai
Perché senza te io non vivo
E mi manca il respiro
Se tu te ne vai”
(Tutto quello che un uomo – Sergio Cammariere)
Lettera al bambino che non posso avere
Sai, bambino, io non sono capace di parole che finiscono in un libro, ma ho cose da dirti e quindi ci provo lo stesso. Tu sii paziente, perchè è anche paziente che ti avrei voluto.
Volevo che tu sapessi che metà del mio cuore è tuo e che nessuno te lo porterà mai via, che ti avrei amato come nessuno mai, di un amore immenso, meraviglioso e imperfetto. Avrei lasciato che fossi tu ad insegnarmi ad essere madre, avrei imparato da te a non essere troppo ne’ troppo poco e ce l’avrei messa veramente tutta per essere come tu mi vuoi. E ti avrei insegnato quel poco che so. Ad essere forte come tu mi hai fatta, ad essere sereno, a sorridere alla vita, a crescere senza mai dimenticare d’essere un bambino. Ti avrei spiegato quanto vale un abbraccio e quanto sia importante dire a chi ami che l’ami. Avrei goduto del profumo della tua pelle piccola, della morbidezza delle tue manine cicciotte, del bello che avresti regalato alla mia esistenza e di tutto il rumore di cui l’avresti riempita. Io, mio dolcissimo bambino, mi sarei donata a te senza riserve e avrei lottato perchè tu avessi solo il meglio di ciò che si può avere. Non avrei potuto darti la luna, e non te la prometto ora, ma so che da me avresti imparato a desiderarla con dolcezza e a sorridere guardandola pensando che se la guardi è tua, almeno finchè è li. E tu sei la mia luna, bambino, non riesco proprio ad afferrarti ma ti aspetto, e continuerò a farlo finchè sarai luce nella mia notte. Ora tocca a te farti stella cometa.
Ora l’ho detto
Succede che finchè le cose le penso non mi sembrano vere ma se certi pensieri poi si trasformano in parole per me è come se diventassero fatti. Perciò io da oggi sono certa di non aver voglia ne’ necessità alcuna di esserci per il mondo la fuori, perciò da oggi ho smesso. E buonanotte.
Disillusa
Se non fosse stato già il tempo ad insegnarmi che non c’è nulla di buono che si possa fare perchè qualcuno te ne renda almeno un millesimo io, ora, piangerei.
L’anima virtuale
Come pulire per la primavera cerco spazio tra il poco che resta all’hard-disk di questo catorcetto e mi rivedo. Sette anni. Che ne è stato di quando la mia anima virtuale era una bambolina lilla, di quando io mi sentivo una bambolina lilla? Perchè, bambolina, ho lasciato che tutto quanto mi facesse scordare di te? Come hai potuto permette che io crescessi senza di te? Che tradissi ciò che ero? Che smettessi di essere me? Torna, dai. Sto giusto liberando posto.
























