Diario di viaggio

Copertina

Sei pronta? Mi chiedono.

Mica lo so se sono pronta, facciamo che vado e controllo.

Ho segnato un milione di possibili destinazioni da visitare, dove mangiare e da vivere un po’ (un assaggio è su Pinterest).

Ho due settimane e tanta voglia di portarmi a casa molto più di un souvenir, molto più di una foto, molto più di quello che si può mettere in valigia (anche perchè al ritorno sarà strapiena e non ci sarà spazio neanche per l’aria, figuriamoci).

Voglio New York per sempre, nel cuore ma soprattutto sulla carta.

Le macchie, gli odori, le sensazioni passano sempre troppo poco attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica o quello piccino e acuto di uno smartphone così ho deciso, e così sarà, che nella mia bellissima borsa a pois, tra le guide, i fazzoletti di carta e un tot di inutilità di cui tutte le donne hanno bisogno ci sarà anche un diario di viaggio.

Cosa si mette in un diario di viaggio?

Ci metterò un po’ di questo e un po’ di quello, il resto sarà strada facendo. Soprattutto ci metterò, un po’ alla rinfusa e come verrà, quello che potrebbe essere facilmente dimenticato, i piccoli dettagli. Biglietti di musei e monumenti, fotografie, piccoli disegni, le persone incontrate, le parole nuove e quelle più buffe, cartoline, biglietti da visita, ricette, emozioni, incarti di dolciumi e bibite, foglie, fiorellini, sabbia e gocce di pioggia. Non sarà una cronaca minuto per minuto piuttosto una raccolta stropicciata di piccole cose e momenti.

Come si fa un diario di viaggio?

A dire il vero non lo so.

In commercio ci sono moltissimi diari di viaggio da compilare seguendo uno scherma, con una grafica precisa e coordinata, alcuni con bellissime copertine di pelle, altri fatti di carte speciali o riciclate, diari costosissimi e altri da quattro soldi ma belli ugualmente. Io ho scelto un quaderno. Uno vuoto, senza ne’ righe ne’ quadretti.

Ho disegnato una copertina incerta, preparato qualche pagina tematica e un piccolo kit di matita, biro, e colori ma certamente avrò bisogno di qualcosa che avrò lasciato a casa e che era necessario e perchè non ci ho pensato.

Poi invece scoprirò che posso farne a meno e che, come sempre, basta un po’ di creatività.

Perchè un diario di viaggio?

Perchè New York mi fa paura quasi come le emozioni e l’unica soluzione che ho sono le parole. Perchè con le parole me la cavo ma con le emozioni sono una schiappa.

Un diario di viaggio per dirmi che andrà bene, che andrò bene, che ce la posso fare e che certi sogni si realizzano anche quando le ansie ti fanno dondolare un po’.

Un diario di carta perchè ai mostri sulla carta puoi disegnare i baffi e riderci su.

Perchè, New York, non lo so se sono pronta, ma sto arrivando.